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Farah da Scarpe da Farah uomo indossabili 123df9

Il talentuoso Duncan Jones ci proietta nel fantastico mondo di Azeroth per celebrare una delle saghe fantasy più amate del mondo dei videogiochi: Warcraft. Sarà un'opera all'altezza degli standard videoludici Blizzard?
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Articolo a cura di

Dettagli prodotto

Stagioni:
Autunno
Materiale:
Camoscio
Stile:
Casual
Classico
Elegante
Colore:
Neri
Fantasia:
Quadri
Misura delle scarpe:
40
42
44
47

Farah - Dean - Scarpe da ginnastica scamosciate - Nero
Scarpe da ginnastica di Farah, Tomaia in camoscio, Modello stringato, Imbottitura comoda, Suola sottile, Suola sagomata. Sin dalla sua nascita negli anni 1920, il marchio Farah è stato adottato da varie sottoculture: dai Mod agli Skin e ai Rockabilly. Famoso per le tele classiche e i tagli sartoriali puliti, Farah ripropone le la tradizione in una collezione di polo slim e di camicie in flanella a quadri..

Le selvagge lande di Draenor si stanno spegnendo, vittime di un Male oscuro, nascosto e palese allo stesso tempo: non c'è più speranza per il popolo degli Orchi se non quella di trovare una nuova terra da colonizzare... anche a scapito degli attuali abitanti. Il sinistro Gul'dan ne approfitta per confermare il suo strapotere sulle legioni dell'Orda, composta dalle varie tribù di orchi, guidandole all'assalto di un mondo rigoglioso al di là di un portale magico, alimentato da una stregoneria maledetta.
Ed è proprio al di là del portale che gli ignari umani di Azeroth si ritrovano a dover organizzare una disperata controffensiva all'inattesa invasione, con il regno di Roccavento in prima linea nella stessa. In Warcraft: L'inizio forze arcane e potentissime sono in movimento, il futuro è incerto e molto sangue verrà versato.

WOW, che saga!

Quella di Warcraft è una saga di fenomenale importanza nel pantheon ludico mondiale: partita più di vent'anni fa con lo strategico per PC Warcraft; Orcs & Humans e proseguita a suon di seguiti, espansioni e nuove iterazioni, è riuscita a restare sulla cresta dell'onda per quasi un quarto di secolo mantenendo (e anzi moltiplicando) il proprio successo pur non perdendo mai di vista le sue origini. È interessante notare, difatti, come pur portandosi avanti ed espandendosi in tanti ambiti (tutti di straordinario successo: dal MMORPG World of Warcraft al Card Game ufficiale, unico, vero rivale di Magic e Yu-Gi-Oh!) Blizzard sia riuscita a tenere gli appassionati incollati al franchise senza doverne travolgere le dinamiche interne come succede, invece, in tantissime altre serie di origine videoludica. Questo riuscire a rinnovarsi nelle meccaniche senza tradirsi, insieme alla fondazione di un lore che, per quanto derivativo, ha dei tratti affascinanti e peculiari, è riuscito a conquistare e tenersi stretta un'enorme fetta di pubblico che ora, finalmente, può affrontare lo step successivo, ovvero la trasposizione cinematografica in grande stile della mitologia della saga.

Per Azeroth!

E Warcraft, del resto, ben si presta ad uno sfruttamento cinematografico, potendo aspirare a vette piuttosto alte nel circuito del fantasy. L'esito, però, convince solo a metà. Senza stare a ricorrere al consueto tema della "maledizione dei film tratti da videogiochi" che vuole la maggior parte di essi come prodotti riusciti male o, nel migliore dei casi, solo in parte, tocca constatare che l'ambizioso obiettivo che ci si era preposti e per il quale Blizzard e il talentuoso Duncan Jones (giovane regista a cui si devono interessanti pellicole sci-fi come Moon e Source Code) è stato, purtroppo, solo parzialmente raggiunto.

Il film ha dei punti di forza magistrali: innanzitutto una direzione artistica e una fedeltà all'ambientazione originale senza pari, che fa letteralmente rivivere luoghi, personaggi, oggetti e situazioni tratti dalla saga. Il design è superbo, con una fotografia in grado di catturare l'essenza di quanto siamo abituati a vedere solitamente su schermo e nelle illustrazioni ufficiali. Il tutto supportato da una CGI assolutamente maestosa, per quanto a volte un po' "carica", creando lo stesso effetto posticcio dei tecnicamente superbi (ma narrativamente acerbi) due lungometraggi legati a Final Fantasy, con i quali condivide anche alcuni aspetti di produzione. Tutto è al proprio posto: le magistrali musiche, gli attori in parte, il motion capture delle creature non umane... i fan di vecchia data del franchise saranno letteralmente trasportati all'interno delle vicende della Prima Guerra, in una riproduzione/riduzione abbastanza fedele della stessa, ma chi non è già avvezzo all'universo Blizzard potrebbe trovare ostico l'approccio a così tanti personaggi e particolari da cui viene travolto, senza che essi lo portino in spalla con la giusta fascinazione.

Warcraft: L'inizio In Warcraft: L'inizio l'ambizione di poter diventare un nuovo Signore degli Anelli c'è: purtroppo, però, il risultato non è superiore alla somma delle parti. Duncan Jones appare palesemente coinvolto e deciso a realizzare il miglior lavoro possibile, qualcosa che non scontenti i fan ma, anzi, li galvanizzi. La quantità di strizzate d'occhio di cui sono disseminate le due ore di visione è, in sostanza, impressionante e certamente gratificante per gli appassionati. Il problema, però, è che la narrazione riesce difficilmente a far breccia nel cuore di chi non conosce già le vicende di Azeroth, con personaggi di entrambi gli schieramenti ben presentati e sviluppati ma con cui non scatta mai la giusta empatia: il ritmo piuttosto lento e verboso della vicenda, poi, che di combattimenti veri e propri ne vede col lumicino, non aiuta la sonnolenza generale della produzione, aggravata inoltre da un montaggio penalizzante e poco efficace. Venendo alla resa dei conti, insomma, si tratta di un film che riesce ad imbonire nel migliore dei modi i fan, ma rischia di annoiare chi non lo è, e di non fare i proseliti sperati. Non un passo falso, ma un costosissimo (per la produzione, quantomeno) bignami per appassionati sì. Il futuro dei videogiochi al cinema speriamo sia qualcosa di più.

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